Documento
programmatico sulla certificazione della professione
Predisposto da Ferruccio Diozzi,
approvato dal Consiglio Direttivo del 28 gennaio 2004
Politiche di Certificazione
di AIDA
0.0 Premessa
Scopo del presente documento è di proporre
una base di discussione all'interno di AIDA per definire la posizione dell'Associazione
su questioni strategiche nel futuro della professione, quali le attività
di certificazione delle competenze professionali.
Il documento pone particolare attenzione alle
attività svolte da AIDA nell'ultimo triennio, tiene conto dell'evoluzione
complessiva del contesto e si propone di assicurare una continuità
politica e culturale in vista del rinnovo degli organi direttivi.
Obiettivi del documento sono dunque di:
-
identificare necessità degli specialisti e
dei loro utenti;
-
identificare approcci e criteri certificazione;
-
identificare gli attori coinvolti ed i loro possibili
ruoli.
In questa prima fase, oltre alla letteratura italiana
ed internazionale di maggior rilievo sulla società dell'informazione
e sull'evoluzione delle professioni, fonti e documenti di riferimento sono:
-
L. Maffei, Uno spazio europeo per gli specialisti
dell'informazione, Intervento al Convegno Preparare i nuovi professionisti
dell'informazione: Un'agenda per il presente e il futuro. I Conferenza
internazionale dei datori di lavoro e dei docenti, Università
di Parma, 2003.
-
Documento CILIP,
Accreditation Instrument. Procedures for the Accreditation of Courses,
Approved October 1999,revised March 2002.
-
Documento CERTIDOC,
Reglement général du dispotif européen de certification
des competénces, approvato il 18 novembre 2003.
1.0 Il contesto
Nel suo intervento di Parma, L. Maffei evidenzia
due fondamentali approcci, seguiti da AIDA, nell'affrontare
le problematiche della certificazione:
-
parlare delle professioni che si muovono nel campo
LIS nel senso più ampio possibile, coinvolgendo quindi anche
figure professionali che si muovono in settori emergenti o in contesti
diversi da quelli cui si fa storicamente riferimento: bibliotecari,
archivistici e documentalisti;
-
sottolineare come tali professionalità siano
caratterizzate da un forte respiro internazionale, sia in
termini di presupposti teorici, sia di problematiche professionali. Conseguentemente,
i problemi legati alla certificazione delle competenze non possono non
essere inquadrati in un contesto internazionale che è, naturaliter,
quello europeo.
1.1 Specialismi tradizionali e nuovi
Il primo punto va colto come una forza, non
una debolezza delle politiche certificative, di AIDA: il contesto è
quello determinato dalla continua evoluzione della società dell'informazione
e della conoscenza, in cui le riflessioni teoriche e metodologiche fanno
i conti con ampi margini di incertezza. Su molti punti è ancora
poco chiaro non solo "chi fa cosa" ma, si potrebbe dire, "cosa si deve
fare". È probabile che, ancora una volta, ci si scontri con una
tipica "illusione tecnologica" che oscura gli aspetti logici ed organizzativi
del lavoro di vecchi e nuovi specialisti dell'information management.
AIDA possiede le capacità culturali per
individuare quanta parte delle nuove modalità di gestione dell'informazione
sia legata a tecnologie fortemente innovative e quanta parte vada definita,
piuttosto, in termini logici ed organizzativi, molte volte basati su complessi
paradigmi concettuali. È dunque possibile effettuare una messa a
punto degli strumenti e dei contesti nuovi, dei contenuti professionali,
delle intersezioni con gli specialismi più tradizionali.
Tutto questo può essere attuato da
AIDA, che si pone l'obiettivo di svolgere un ruolo di trait-d'union
fra l'esperienza universitaria e quella del mondo del lavoro, per definire
confini e attribuzioni dei nuovi specialismi.
1.2 La cornice internazionale
In questo triennio, AIDA ha notevolmente rafforzato
l'interazione con il settore europeo degli specialisti dell'informazione,
rivolgendosi in particolare alle associazioni affini.
Ancora L. Maffei nel suo intervento di Parma ricordava
come AIDA, in ECIA e in altri contesti europei, stia collaborando in
progetti quali:
-
DECIDoc
(Développer les Eurocompétences pour l'Information et
la Documentation)
-
CERTIDoc
(Certification européenne en information-documentation) per
la realizzazione di una certificazione europea delle competenze
ed abbia conseguito importanti risultati quali la
versione ufficiale italiana dell'Euroguida
I&D.
Su questo versante, l'obiettivo generale è
di confermare la presenza attiva e rafforzarla. AIDA è una realtà
associativa di dimensioni limitate. Continuare a essere operativi nel contesto
europeo implica:
-
ampliare la propria base associativa in Italia;
-
ricercare ed attuare alleanze efficaci nel
nostro Paese, con altre associazioni e con altri soggetti;
-
sviluppare forme di partenariato con singoli soggetti
europei.
In particolare, su quest'ultimo punto, a partire
dagli obiettivi generali di CERTIDoc:
-
creazione di una rete di collaborazione fra
i paesi partner e quelli associati;
-
realizzazione di un sistema di certificazione delle
competenze attraverso la redazione di un regolamento generale;
-
aggiornamento e arricchimento dell'Euroguida I&D;
-
produzione di uno strumento informatico di autovalutazione;
-
produzione di una base dati sulla formazione continua;
-
programma di formazione minima comune.
È possibile pensare di realizzare forme e
strumenti operativi che, già sul breve-medio periodo, permettano
il raggiungimento di risultati concreti nel campo della certificazione.
2.0 Gli strumenti operativi
Più operativamente, e solo in prima approssimazione,
si possono contare cinque passaggi fondamentali nel percorso della certificazione
di corsi LIS:
-
l'esame dei contenuti
-
l'esame dei materiali didattici
-
l'esame della metodologia del percorso didattico
-
l'esame delle modalità di valutazione
-
le relazioni tra il corso da certificare e le strutture
universitarie
In questa fase, questi passaggi sono semplicemente
elencati; sulla base delle riflessioni sviluppate e grazie al raffronto
con altri contesti europei, i cinque passaggi costituiscono un percorso
logico che, nei prossimi mesi, andrà verificato e affinato in un
dibattito generale dei soci che ci si augura più vasto possibile.
3.0 Le azioni e gli interlocutori
Alla luce delle caratteristiche dell'attuale scenario,
le azioni che AIDA è chiamata a svolgere nel prossimo triennio in
attività di certificazione, sono diverse e si rivolgono a soggetti
eterogenei:
-
Nei confronti degli specialisti: l'Associazione
deve fornire gli strumenti funzionali all'autoriconoscimento culturale
ed alla formulazione di percorsi formativi realmente spendibili, di base,
intermedi ed avanzati. L'inventario degli skills, tradizionali e nuovi,
è un passo fondamentale per una conseguente identificazione di bisogni
e necessità formative.
Sul percorso della certificazione delle competenze, così come si
sta profilando in CERTIDoc, v'è un approccio caratterizzato da contenuti
del tutto innovativi che AIDA può proporre in Italia per dare risposta
ai bisogni di riferimenti culturali e, contemporaneamente, assicurare forza
e credibilità ai professionisti.
-
Nei confronti delle altre Associazioni: avviare
la pratica attuazione di metodologie di certificazione in Italia comporterà
un forte concreto ed un concreto coinvolgimento delle altre associazioni
professionali.
Spesso, nel recente passato, su tematiche affini e/o propedeutiche alla
certificazione, si sono registrate opinioni estremamente diversificate
tra le associazioni professionali italiane.
La prospettiva della certificazione, le linee guida elaborate nell'ambito
europeo di ECIA, possono offrire notevoli stimoli, non solo ad AIDA e non
solo al pubblico di diretto riferimento AIDA.
L'attuale momento pare particolarmente favorevole, con la nuova tensione
verso forme di collaborazione strategica tra le associazioni con la possibilità
di costruire una "forma di aggregazione di tipo confederativo che, senza
ledere l'autonomia di ciascuna associazione, assicuri una rappresentanza
coordinata delle istanze politiche condivise dalle professioni del comparto",
come emerge dal documento preparato dai presidenti di tutte le associazioni
professionali riunitisi in Roma il 16 gennaio u.s.
-
Nei confronti di altri soggetti, in particolare
delle università: in questo caso università ed associazione
possono compiere percorsi paralleli che integrino le reciproche attività.
Ciò malgrado la situazione degli insegnamenti universitari riferentesi
alla LIS nel nostro Paese sia tutt'altro che eccellente e malgrado lo scenario
generale dell'istruzione universitaria sia oggi caratterizzato da forti
criticità.
Il discorso della certificazione, intesa come un metodo di valutazione
e di conseguente accreditamento dei corsi di formazione nei confronti di
terze parti, è centrale. Un metodo che l'AIDA
può mettere a disposizione delle Università che lo vorranno.
In questo caso AIDA può:
-
raccogliere sollecitazioni, suggestioni ed
occasioni di confronto che già le sono state poste;
-
rafforzare la sua struttura, questa volta istituendo
uno specifica task force per la certificazione, mettendo a fattor
comune tutte le energie che si possono muovere in questa direzione;
-
cogliere al volo alcune occasioni e richieste
che le sono già state fatte trasformandole in esperienze pilota;
-
allearsi con le altre associazioni per rafforzare
il proprio peso specifico su questa problematica.
-
Nei confronti degli utenti/clienti dei servizi:
il mix di attività che AIDA potrà riuscire a svolgere sulla
certificazione deve proporsi non solo di risolvere alcune situazioni particolari
ma, soprattutto nei confronti dell'esterno (utenti e clienti dei servizi
di documentazione e d'informazione) accreditare una capacità di
presentazione della fisionomia professionale degli specialisti, delle loro
capacità, dei criteri oggettivi di valutazione e di autovalutazione,
che ne amplino credibilità e raggio di azione.
-
Nei confronti della Politica: AIDA può
assumere un ruolo certamente più incisivo del passato: anche se
le dimensioni dell'Associazione restano limitate, alcuni elementi (il colloquio/alleanza
con le altre associazioni italiane, l'attività in collaborazione
con attori universitari, il partenariato con soggetti europei) potranno
contribuire a farle presentare con autorevolezza le proprie posizioni.
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- Creato: 2004-01-30