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Seminario AIDAbibliocom2003
- a cura di Paola
Gargiulo
Le nuove sfide dell'e-content management per utenze differenziate Roma, 31 ottobre 2003, palazzo dei Congressi, sala Palatino, 9,30-13,30 |
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| AIDA |
Associazione Italiana per la Documentazione Avanzata |
L'informazione elettronica è ormai entrata nella sua quarta decade. Negli ultimi venti anni, grazie allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione, delle telecomunicazioni, delle reti, l'informazione elettronica ha subito una serie di notevoli cambiamenti, si è arricchita di nuovi contenuti, di nuovi formati, di nuove funzionalità, di nuove modalità di produzione, fruizione, comunicazione e di scambio. La giornata intende affrontare alcune di queste problematiche con particolare attenzione ad applicazioni ed esperienze in corsoriflettendo diversi contesti ed esigenze e offrendo spunti di riflessione. Durante il seminario saranno discussi i diversi approcci nel recupero dell'informazione con particolare attenzione a quelli quantitativi basati sulla cibernetica e sulla teoria dell'informazione, gli applicativi per migliorare l'accesso e l'uso dei portali web, la gestione e l'accesso ai contenuti digitali di diverso formato nella "learning library", le nuove frontiere del giornalismo online, le sfide della tecnologia dell'informazione nella gestione dei contenuti digitali negli archivi.
Federico Massaioli, CASPUR - Approcci innovativi al document mining
Abstract - Le tecnologie informatiche consentono la conservazione di grandi quantità di documenti in formato elettronico. Se in teoria tale formato si presta molto bene ad operazioni di ricerca automatizzata ben al di là di quanto sia possibile con i supporti cartacei, in pratica molte difficoltà nascono dal fatto che tali basi documentali sono in generale non strutturate. Tale assenza di strutturazione è dovuta non solo alla quantità di lavoro necessaria per catalogare gerarchicamente tali quantità di documenti, ma è intrinsecamente legata alla difficoltà di classificare testi che per loro natura toccano più di un argomento, ed al fatto che il significato di un testo nasce nell'atto della lettura da parte di un attore umano. Molti approcci, parzialmente o completamente automatici, sono stati sviluppati e sono in corso di applicazione. La presentazione illustrerà benefici e difetti degli approcci convenzionali, e discuterà le potenzialità di approcci quantitativi fondati, sulla cibernetica e sulla teoria dell'informazione, che scoprono somiglianze semantiche a partire da pure analisi semiotiche dei testi, senza tentativi di interpretazione dei contenuti.John Akeroyd, Università di Southbank, London - Content management and its value to libraries and information centres
Abstract - La relazione fornisce un quadro sui Content Management Systems (CMS) e le loro applicazioni per rendere i portali Web e i sistemi di gestione di contenuti digitali di diverso formato più efficaci. Verranno affrontate le somiglianze, le differenze e le relazioni tra i CMS ed i tradizionali software di gestione e di recupero dell'informazione testuale. Particolare attenzione verrà dedicata all'esperienza fatta in questo ambito dalla Library and Learning Resource Centre dell'Università di SouthBank.Laura Bogliolo, giornalista, Roma - Content Management: ruolo, sviluppo e futuro di una professione in continua evoluzione
Abstract - Affermazione del giornalismo online come soggetto autonomo nel mondo dell'informazione tradizionale (carta stampata, radio e Tv). Le differenze tra giornalismo online e giornalismo cartaceo in tre concetti: spazio, tempo e interazione. Le principali caratteristiche del giornalismo online descritte attraverso due esperienze concrete: l'entrata dell'euro e l'11 Settembre. Identikit del Content Manager: il ruolo, le competenze e gli skill. Gli step per la costruzione di un progetto editoriale online. Le nuove frontiere del giornalismo online: i blog e il nuovo modo di fare informazione. Alcuni esempi pratici: il blog di Claudio Sabelli Fioretti e quelli di Pino Scaccia, inviato del Tg1.Maria Guercio, Università di Urbino - Content management e sistemi documentari: accanimento da consulenza o valore aggiunto?
Abstract - Per affrontare i nodi e le potenzialità dell'innovazione tecnologica legati alla produzione di materiali documentari affidabili, autentici, condivisibili e accessibili nel tempo servono competenze professionali di alto profilo e sempre aggiornate e strumenti di articolazione e formazione delle fonti in grado di operare con un livello di qualità molto più elevato del passato, di semplificare l'accesso ai documenti senza perdere la qualità dei contenuti e delle relazioni. Gli strumenti tecnologici (browser di facile uso e integrazione multimediale avanzata delle fonti) forniscono sempre più spesso soluzioni a problemi che i soggetti non sono ancora preparati ad affrontare in modo avanzato (si pensi alle possibilità crescenti di integrazione infrastrutturale tra comunicazioni "voce" e comunicazioni "dati" e alla rapidissima convergenza dei canali). La rapidità dell'evoluzione è stata e sarà possibile grazie allo sviluppo di standard tecnologici per il trasporto dei dati (nei servizi di posta elettronica, nei linguaggi usati sul web, ecc.). Il passo ulteriore, di cui si parla con insistenza anche se con qualche pericolosa confusione, è quello dello sviluppo di standard ma sarebbe meglio dire metodologie condivise - per la predisposizione e gestione dei contenuti. Sarà cura di questo intervento affrontare la questione della cosiddetta gestione dei contenuti, dei suoi rapporti complessi ma non necessariamente negativi con gli strumenti tradizionali di organizzazione delle informazioni documentarie sia in campo archivistico che biblioteconomico e delle questioni numerose che rimangono ancora senza risposte qualificate, a cominciare dalla sovrabbondanza di materiali informativi oggi "virtualmente" disponibili , la cui efficiente ed efficace gestione richiede tuttavia urgentemente nuovi e più adeguati strumenti organizzativi dato che l'Information and Communication Technology tradizionale non è più in grado di affrontare con i suoi pur efficienti strumenti di risoluzione automatica di problemi algoritmici la complessità che pur contribuisce a creare. I principi e gli strumenti che vanno sotto il nome di knowledge management sono insomma riconducibili a un nuovo modo per vendere vecchie soluzioni o sono realmente utili, anzi necessari ad affrontare in forme avanzate la questione, tuttora inadeguatamente gestita, delle relazioni che legano nuove tecnologie ed esigenze organizzative ed informative?